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CINEMA
Il valore e la speranza del cinema al femminile

Sigillo per la Pace a Lorella Zanardo, primo piano sul Kenya di Wangari Maathai

Testo di: Isabella Mancini -
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"Las Buenas Hierbas"

Firenze

Apertura dedicata ad una donna che ha costruito un personaggio e uno stile di vita femminile contro gli schemi dell'epoca. Apre infatti (alle 16 di venerdì 3 novembre) la 33° Edizione del Festival Internazionale Cinema e Donne con l'unico lavoro, in italiano, di Diana Karenne che ha raggiunto il 21° secolo: Miss Dorothy, del 1920, muto, che verrà musicato dal vivo dal trio Xenia (composto da Lara D'Angelo al violoncello, Marina Longo al pianoforte e Paola Saponara al flauto).
Diana Karenne è stata un personaggio incredibile: debuttò nel 1916 come attrice in Passione tzigana per diventare subito una star e fondare l'anno dopo, con il fratello, una casa di produzione. Una produzione,  la sua, in cui le figure femminili erano donne che non cedevano al perbenismo dell'epoca e combattevano per quello che credevano più giusto. Negli anni venti fu una delle dive più richieste, amate e pagate del cinema internazionale. Dotata di grande talento e versatilità fu una delle prime registe donna della storia del cinema firmando dieci film di cui fu anche protagonista. Con l'avvento del sonoro si ritirò dagli schermi e fece un'ultima apparizione in Manon Lescaut (1939) di Carmine Gallone. Morì ad Aquisgrana sotto i bombardamenti nel luglio del 1940. La sua figura è ricordata nel documentario Le pioniere della macchina da presa, del 1993, di Paola Faloja.

Entrando nel vivo del Festival l'inaugurazione ufficiale sarà alle 21, sempre al cinema Odeon, e vedrà protagonista il Kenya con una commemorazione della Premio Nobel Wangari Maathai, scomparsa recentemente e nota al mondo per le sue battaglie per la riforestazione del suo paese, e la proiezione del film di Wanjiru Kinyanjui, presente in sala, The Battle of the sacred Tree.  La grande biologa creatrice della Green Belt ha insegnato alle donne del suo Paese a piantare 40 milioni di alberi e a guadagnarsi un salario eco-sostenibile. A renderle omaggio, una che l'ha conosciuta bene e ha lavorato con lei, la regista e docente di cinema a Nairobi Wanjuru Kinyanjui, col suo film La battaglia dell'albero sacro, ironico e dissacrante. Tra le varie cose che potete trovare sul web una sua intervista, in inglese, dove racconta il valore delle produzioni cinematografiche keniote e delle difficoltà che trovano nell'affermarsi nel mondo (http://www.youtube.com/watch?v=q4vxJcsef8w).

Non solo proiezioni al Festival Internazionale Cinema e donne. Anche un dibattito, Focus 40-40, realizzato in collaborazione con il Deutsches Institut-Florenz, per approfondire i temi della distribuzione del cinema, e due premi: il Sigillo per la Pace e il premio Gilda. Dopo una serie di figure trasgressive come Anna Karina, e Laura Guirao, attrici e cantanti, premiate negli ultimi due anni con il Premio Gilda, è la volta di una cantante che ama lo schermo e ne è riamata. Quest'anno sarà  premiata infatti la portoghese Misia, regina del nuovo fado, che ha saputo far rinascere questa antica arte a nuova vita rivisitando i classici ma anche convocando poeti e musicisti contemporanei a collaborare con lei. Il Sigillo per la Pace verrà consegnato alle 12 dell'8 novembre in Palazzo Vecchio a Lorella Zanardo per Il corpo delle donne e a Maria Novaro per Las Buenas Hierbas. Premio speciale Sergio Rusich a Luigi Faccini, regista e Marina Piperno, produttrice del film Rudolf Jacobs, l'uomo che nacque morendo (in programma alle 21 di martedì 8 novembre), per il particolare valore culturale e educativo dell'opera.

Lorella Zanardo

Moltissimi poi i lungo, medio e cortometraggi in programmazione. Il senso del sacro, il mistero della manipolazione delle coscienze e dei corpi, è oggi al centro del racconto delle registe, come la polacca Barbara Sass nel nuovissimo In the Name of the Devil. Si entra nel cuore della storia della guerra civile spagnola, su cui non si smette mai di indagare, invece ne La buena nueva di Helena Taberna. La storia dei singoli, testimoni ordinari di eventi eccezionali, è protagonista di My Perestroika, dell'americana Robin Hessman, il più recente successo della New Day, la distribuzione americana di film indipendenti che compie 40 anni. La speranza, suggerisce la regista marocchina Selma Bargach, è riuscire prima o poi a scoprire il segreto de La 5ème corde, un percorso di apprendimento personale dell’arte e della vita che nessun maestro può trasmettere.

Programma completo su: www.laboratorioimmaginedonna.it
intero 5 euro pomeriggio, 7 euro sera, giornaliero 10 euro.
ridotti 3 euro pomeriggio, 4 euro sera, giornaliero 6 euro.
abbonamento 20 euro

Riduzioni:
Mediateca, Agis, Ataf, Arci, Silver, Soci Coop, Soci Controradio club, Spi, CartaGiovani, Carta My Movie, Istituto Francese, Deutsches Institut Florenz, British Institute, Flog, Bottega del cinema, Insegnanti, Studenti universitari, Soci Laboratorio Immagine Donna, Giardino dei Ciliegi.

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